189) UN VIAGGIO A NORMA
Volare. Babbo Natale fermò per un attimo la sua ricerca. Era questo il titolo del blog. D’altronde questo era stato il sogno di Norma da quando aveva dieci anni. Ma di certo mai avrebbe immaginato un giorno di poterlo fare davvero, almeno non nel modo che tra poco vi racconteremo. Ma procediamo con calma. Tutti abbiamo sempre in qualche modo sentito parlare di Babbo Natale. Chi non conosce la sua famosa slitta e il suo ancor più noto giro per consegnare tutti i regali la notte del venticinque dicembre? Pochi invece sanno che ai giorni nostri e con l’età che avanza Babbo Natale ha dovuto trasformare la sua casa in Lapponia in un moderno hangar. Da lì, seduto su una sedia a dondolo, con uno dei migliori computer sopra la sua scrivania, gestisce il suo importantissimo lavoro affidato a tanti nuovi e fedelissimi collaboratori. E’ il progresso. Ovviamente è sempre lui a rispondere alle letterine e a provvedere alla realizzazione di ogni regalo, ma ecco diciamo che per il trasporto si è dovuto un po’ aggiornare. La Befana invece non voleva. Mai e poi mai, gli diceva. Anche se sono una vecchietta devo andare personalmente a compiere il mio giro. Ma perché rischiare mia cara Befana, le diceva dolcemente Babbo Natale, questi giovani collaboratori sono bravissimi, dovresti fidarti anche tu. No no, nessuno farà mai il mio giro vecchietto pigrone! Mi fido solo di me stessa io! E così per alcuni anni tutto proseguì come d’abitudine. Ma mentre la slitta era stata sostituita e poteva invecchiare tranquillamente in un angolo, la povera scopa iniziava a sentire un po’ di fatica. Fu così che la Befana si ritrovò verso la fine dell’anno nella ditta dei fratelli “Incoscienti”. Era l’unica ditta che riparava scope volanti ancora aperta in quel periodo. Quando la Befana si presentò le venne subito incontro il più grande dei due giovani. Buongiorno vecchietta, le urlò. Mi scusi ma perché sta urlando, domandò la Befana. Perché di certo una vecchietta come lei sarà sicuramente un po’ sorda, ridacchiò sguaiatamente l’uomo. Lei non mi fa affatto ridere lo sa? Suvvia signora mi dica di cosa ha bisogno che noi si deve lavorare che poi stasera si festeggia il nuovo anno! La Befana vide che in lontananza l’altro fratello stava guardando la tv sgranocchiando patatine. Senta, avrei bisogno di una revisione della mia scopa. Tranquilla nonnina, ci lasci pure la sua ramazza, ci pensiamo noi! La Befana dentro di sé penso che a questi due ad ogni modo avrebbe portato solo del carbone, e così ritrovando un sorriso, ecco, gli disse, mi raccomando, io, con questa ramazza, come dice lei, ci lavoro! Nessun problema vecchietta, ci dia un’ora e sarà come nuova! Non posso fare altro che accettare, pensò andandosene sconsolata la Befana. Appena se ne andò, il fratello più piccolo si avvicinò al più grande che stava per mettersi al lavoro e gli ricordò che stava per iniziare la partita della loro squadra del cuore.