140) UNA LEZIONE PER CÀSTORFIELD

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<<Udite, udite! Abitanti di Càstorfield!>>

Nella sua casa ancora addormentata, il signor Càstorniel aprì stancamente gli occhi. Un debole raggio di

sole entrava dalle vecchie persiane fuori asse. Mille volte sua moglie gli aveva ricordato, invano, di

sistemarle: se le prime luci del mattino lo avevano svegliato non poteva che darsene la colpa.

<<Udite, udite! Porto un annuncio per voi tutti!>>

…allora non stava sognando! C’era davvero qualcuno che parlava al megafono giù in strada! A quell’ora poi!

E con quelle parole! Non poteva che essere…

D’un tratto sentì qualcuno correre a gran velocità su per le scale e spalancare la porta della camera. La

signora Càstorniel sobbalzò nel letto quando suo figlio fece capolino nella stanza gridando: <<Papà, papà! È

il messo di città!>>, mentre si precipitava ad aprire le persiane che si mossero a fatica, facendo un gran

rumore. Mamma castoro si voltò verso il marito lanciandogli un dolce sguardo di rimprovero ma, prima che

potesse aprire bocca, lui la anticipò: <<Le riparerò cara, promesso>>. Si sorrisero, sapendo entrambi che

presto se ne sarebbe di nuovo dimenticato e si alzarono in fretta per raggiungere Junior alla finestra.

<<Udite, udite! Lord Castor ha indetto un concorso per la realizzazione di una statua che lo ritragga. La

vincitrice sarà collocata nella sua elegante residenza a CàstorRock. Ogni impresa potrà partecipare a questo

progetto, ma ciascun castorpaese potrà scegliere tra queste UNA sola scultura da presentare nella giornata

di Domenica, compleanno del nostro amato Lord. In palio l’onore e il tanto ambìto premio dei Denti d’Oro!

Buona fortuna a tutti voi!>>

Nessuno a Càstorfield pensava più a dormire: bisognava mettersi al lavoro! E al più presto!

<<È grandioso, papà!>> disse Junior <<il premio Denti d’Oro è stato assegnato ai più grandi castori del

mondo! Ti prego, ti prego!! Partecipiamo!!!>> Il signor Càstorniel non aveva nemmeno sentito le suppliche

del figlio, tanto era preso a fantasticare: ricevere quel premio è il sogno più grande di ogni castoro…

Una gomitata della moglie lo risvegliò <<Uh… emm… certo figliolo! Parteciperemo!>>. Junior ormai non

riusciva più a contenersi dalla gioia ed esplose in un “Waaaa!!” <<MA…>> proseguì il padre dopo aver

ricevuto un’altra gomitata <<alle mie condizioni: LA SICU…>> <<La-sicurezza-prima-di-tuttoo>> gli fece eco

Junior cantilenando.

Pochi minuti più tardi i due erano già pronti per uscire. La signora Càstorniel aveva preparato uno zainetto

con panini e bibite: sapeva bene che, presi dal lavoro, i suoi castori avrebbero potuto scordarsi persino di

mangiare! Li salutò sulla porta di casa: <<Mi raccomando, fate attenzione!>>

Quando giunsero al Prato Lavori una grande folla si era già radunata tutt’attorno: giornalisti che

intervistavano i primi iscritti, vecchi castori pronti a dare consigli, curiosi e turisti con macchine

fotografiche. Castor sindaco prese la parola per porgere i suoi migliori auguri a tutti i partecipanti e al

rintocco delle campane la gara ebbe inizio.

Tutti cominciarono a lavorare con il massimo impegno. Era una bella giornata di Maggio e a Càstorfield si

respirava aria di grandi sorprese. Le squadre partecipanti erano 8, tutte super equipaggiate e con la voglia

di dare il meglio di sé. Ad attirare l’attenzione però erano il signor Càstorniel e suo figlio Junior: elmetto,

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