137) LUCI A SAINT ETIENNE
Quando la Dea di Saint Etienne lasciò il bosco, una coltre di neve ricoprì le cortecce e quei
fili d’erba che abbracciati tra loro, riuscirono ad affacciarsi oltre il ciglio del vialetto, appena
sopra la distesa, le dedicarono un saluto ondulato e rigido insieme, in attesa che Sole
facesse maturare, tra loro, le fragole, ora cangianti in un mistico azzurro.
Ma quell’anno a Saint Etienne, le stelle e i pianeti si erano allineati formando una linea
infinita che nascondeva il centro dell’Universo, oscurando Sole e negando Luce a tutte le
creature del sottobosco.
Era la maledizione di Notte, che nell’anno del Gatto volle sfidare in una corsa tutti i corpi
luminosi giacchè li osservava fluttare come odiosi danzerini dentro l’Universo. E perse, sì
perse. Poichè nessuno, la mattina seguente, seppe che Notte arrivò prima di Giorno che
ebbe gioco facile.
Gli abitanti di Saint Etienne erano abituati, come in ogni cosa perfetta, a trascurare la
questione del cambiamento, del divenire. Probabilmente si trovavano sotto l’influsso di un
antichissimo sentimento mitologico. Per tutti loro cio che li circondava era opera di una
dea che nel suo momento di improvvisazione diede alla luce una miracolosa istantaneità.
Ecco, ma quello che avvenne più tardi da lì, fu predetto, in gran segreto, dall’albero Futura
all’anziano Sossio, maestro di vita del villaggio. Questa, infatti, in un giorno scurissimo,
voltò le pagine del libro del Tempo, prima custodito dai Troll, abitanti dell’ultimo ramo di
destra.
Sappiate che l’ultimo Troll, il giorno che gli spuntò un ciuffo sulla tesissima coda, segno
che lì, in quel momento, entrò in età adulta, come tutti gli Etienni, divenne viandante per
amore e, lasciò distrattamente le sue cose e i suoi tesori nelle pieghe del ramo ove, ormai
solo, aveva posto residenza. E da allora Futura, proprietaria dei suoi rami disabitati e
freddi, ebbe tutto per sè il Libro che tutti i segreti e le vicende future conteneva. Ormai, ad
un Troll innamorato, non avrebbero portato alcun giovamento.
Un sapiente tratto descrive una realtà immaginaria con intriganti personaggi capaci di rapire l’immaginazione del lettore e, al tempo stesso, di fissare alcuni fondamentali valori etici.
favola molto originale e coinvolgente, da leggere tutto d’un fiato.
Veramente bella. Ti trascina in un mondo di fantasia e magicamente si ricollega alla realtà. Complimenti a chi l’ha scritta.