126) CAPPUCCETTO ROSSO FUOCO

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C’era una volta una ragazza che tutti chiamavano Cappuccetto Rosso per

via di una particolarità. Faceva parte dei vigili del fuoco e anche se tutti

avevano la divisa verde scuro lei si distingueva per il caschetto rosso che

indossava sempre per proteggersi il capo, in ogni missione eroica, così

dicevano i bambini del quartiere.

Cappuccetto era una ragazza molto allegra e, anche se passava le sue

giornate a spegnerlo, in lei ardeva il fuoco della passione per il suo

lavoro.

Un giorno però l’allarme alla sua caserma sembrò squillare più forte.

L’allarme infatti suonò per tre, nel senso che in tre necessitavano di

aiuto. E i tre non erano altro che i famosi Tre Porcellini!

Cappuccetto, intuito la gravità dell’accaduto, si infilò immediatamente il

suo caschetto rosso e si unì agli altri compagni di lavoro salendo sul

camion, pronta a domare il fuoco.

Mentre il grosso automezzo dei vigili del fuoco si faceva largo sulle

strade della città a sirene spiegate, si iniziava ad intravvedere la spessa

coltre di fumo che si alzava dalle tre abitazioni. I vigili del fuoco scesero

dal camion velocemente ma con la massima organizzazione, ognuno

sembrava avere un compito ben preciso, e lo aveva davvero.

Cappuccetto, per un attimo rimase a fissare quelle tre case in fiamme

che una volta erano di tre colori sgargianti, ognuna diversa dalle altre.

Una era abbellita con molta paglia, un’altra era fatta di legna e

sembrava una baita di montagna e la terza era di mattoni. Quei ricordi le

attraversarono la mente solo per un attimo, perché l’attimo dopo la

ragazza tornò ad essere ciò che era e ciò che aveva sempre voluto

essere: un vigile del fuoco.

Attaccò le manichette, grossi tubi che trasportavano acqua per spegnere

l’incendio, e si diresse di fronte alle case in fiamme.

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