53) LA PRUDENZA NON E’ MAI TROPPA

“Starò a vedere dove mi porteranno quelle goccioline” pensò e le seguì.

Mentre avanzava, il raggio si spostava con lei e illuminava sempre nuove

gocce di rugiada. Per fortuna Isabella era troppo impegnata a seguire la loro

tenue traccia per accorgersi della stranezza del fenomeno perché, se avesse

fiutato lo zampino di Aurora, avrebbe dovuto subito farla apparire e ordinarle

di smetterla. Nessun aiuto sovrannaturale era consentito.

- Sei già qui? – gracchiò Tecla non appena il suo fedele corvo Pece rientrò in

picchiata da un vetro rotto della cucina, dopo solo pochi minuti che era via.

- La gente in strada dice che Isabella è andata nel bosco, mia signora.

- Sei sicuro di aver udito bene? – domandò Tecla, sapendo che anche Pece,

come lei, era diventato mezzo sordo a furia di ascoltare le sue grida e i boati

delle sue pozioni che, a volte, esplodevano con gran fragore, affumicando tutta

la catapecchia per l’intera giornata.

- La moglie del fabbro l’ha urlato per tutto il paese.

- E quando sarebbe partita? – bofonchiò la strega, lisciandosi il mento peloso.

- È uscita dal castello prima del sorgere del sole.

- Quindi è in cammino già da ore – rifletté Tecla.

- Almeno cinque, mia signora – rispose il corvo, nero come la pece.

- E Aurora lo sa? – si sollevò di colpo Tecla che era diventata tutta gobba a

furia di stare curva su pozioni e formule, senza un attimo di sosta, senza

curarsi di far riposare, ogni tanto, occhi e schiena con una salubre passeggiata

alla luce del giorno. E senza conoscere domeniche, feste comandate e, tanto

meno, ferie estive.

- Non sono riuscito a capirlo. In giardino non c’era.

- Brutto segno. – disse la strega – Devo subito sapere cosa sta facendo il

tenero virgulto reale – aggiunse e tolse un panno tarlato dalla sfera di vetro.

- Oh, sfera che vedi ogni dove, mostrami tosto l’erede nel bosco!

La sfera s’accese di un bagliore tagliente e gemette sibili così acuti da far

sanguinare le orecchie. Tecla la fissava accecata e assordata.

Lentamente, la sfera si placò e dal bagliore emerse la sagoma elegante e

flessuosa della giovane principessa.

- Sta ancora cercando la quercia – osservò Tecla – e cammina piuttosto

sicura.

Il corvo, abbagliato, non riusciva a vedere quasi nulla.

- Cosa starà guardando? Non pare anche a te che segua una traccia?

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