24) GIRASOLI E ACCORTEZZA, NELLA VITA SON FORTEZZA!
C’era una volta, e forse c’è ancora, un campo pieno di girasoli che crescevano rigogliosi e col naso all’insù.
Guardavano sempre verso l’alto perché, poiché crescevano vicini e strettissimi l’uno all’altro, amavano respirare aria fresca e interpretare le forme che assumevano le nuvole.
Poiché erano rivolti tutto il giorno verso il cielo, erano abituati a giocare con i caldi raggi del sole che irradiavano il campo facendo scintillare persino le api che volavano su quei fiori.
Un giorno uno gnometto, girovago per passione ed in volo a cavalcioni su un falco pellegrino, arrivò su quel campo e rimase abbagliato da così tanta luce. Chiese all’amico falco di lasciarlo su uno di quei girasoli per catturare un po’ di quella meravigliosa luminosità. Il falco lo accontentò e lo adagiò delicatamente sul girasole più alto. Questo sussultò e disse allo gnometto:
“E tu, omino della montagna, cosa ci fai qui alle nostre calcagna?”.
Lo gnometto, ascoltando quelle parole, esclamò indignato:
“Io, signor Girasole, non appartengo a nessuna terra né montagna! Io amo viaggiare e voglio esplorare questo campo”.
L’alto girasole lo scrutò per qualche secondo e poi gli disse:
“Se qui vuoi restare, un lavoro devi trovare!”.
Così lo gnometto si mise a pensare a cosa potesse fare per rimanere in mezzo a tutti quei bellissimi girasoli.
Non sapendo cosa fare chiese al saggio girasole che gli rispose:
“I conigli morbidi e baffuti non son di certo i benvenuti!”.
Lo gnometto subito capì: i conigli mangiano semi di girasole e per prenderli rovinano con il loro passaggio le povere piantine rivolte verso l’alto. Disse al girasole:
“Ho capito signore, allora prenderò tanti sassolini e costruirò un recinto per proteggervi!” .
“Proprio questo c’è da fare, ma la sicurezza mi devi assicurare”.
Davvero molto originale l’idea delle rime! Mi ha trasmesso tanta solarità
Una favola divertente ed educativa!