18) IL VESTITO DELLA PRINCIPESSA
I meccanismi antincendio erano stati preparati, con un sofisticato congegno che
Ambrosia aveva progettato nelle sue ultime ricerche, e che collegava direttamente dei
tubi presenti nello stanzone della sartoria all’acqua del vicino ruscello mentre, il principe
Romeo, aveva collaborato direttamente per creare delle uscite di sicurezza per
permettere alle lavoratrici di uscire più in fretta e senza pericolo in caso di emergenza.
A controllare i telai più vecchi fu chiamato uno scienziato esperto di questi macchinari
che si mise lì con pazienza a fare tutta una serie di prove a campione di pezzetti
minuscoli e troppo consumati che nessuno aveva notato.
Alle forbici poi, la principessa ordinò che fossero messi dei nastrini rossi, per ricordare
alle sarte di usarle con attenzione mentre alle macchine per cucire venne messo
dell’olio speciale, perché fossero più morbide nell’uso e sopra ognuna di esse Ambrosia
appese un grosso cartello con su scritto “le vostre dita sono più preziose di ciò che state
cucendo”.
Dorotea era stata nominata addetta antincendio e addetta al primo soccorso, dopo aver
frequentato dei corsi tenuti dalle guardie e dal medico di palazzo.
A quel punto la principessa, fiera per il lavoro svolto, aveva chiesto alle giovani sarte se
se la sarebbero sentita di proseguire il lavoro al suo vestito, ma il matrimonio era ormai
troppo vicino e, anche lavorando giorno e notte, non ce l’avrebbero comunque fatta.
Fu in quel momento che comparve la fata del bosco che, per premiare Ambrosia per il
lavoro svolto, con un incantesimo rallentò il flusso del tempo, così che le sarte poterono
riprendere a lavorare e riuscirono a finire il tanto atteso abito, che era bellissimo,
perfetto, il più bello tra tutti i vestiti avuti e creati ad Orchidea e nei regni limitrofi, ma
soprattutto cucito in sicurezza.
Naturalmente, il matrimonio di Ambrosia di Orchidea e del principe Romeo di
Fogliarossa, fu talmente bello che se ne parlò per lungo tempo ma, anche la sartoria di
corte, così moderna e bene organizzata fece tanto parlare di sé a tal punto che i re e le
regine dei Paesi confinanti si recavano a far visita al Regno di Orchidea, chiedendo di
poterla ammirare.
Le tecnologie utilizzate e le sicurezze poste in atto erano talmente ben pensate che ogni
visitatore non poteva fare a meno di esprimere i propri complimenti.
Allora, la regina Filippa Zaffiro di Melacotta rispondeva solo con un “grazie”, ma dal suo
sorriso e dagli sguardi delle piccole sarte si vedeva che sotto sotto c’era molto di più.
suggestiva e romantica con una focalizzazione sull’argomento della sicurezza incisiva.
bella, veramente bella!
sembra di tornar bambina. Una fiaba dolce e delicata, ma determinata e chiara. Complimenti.
Significativa!!!