Type your search keyword, and press enter

Gli adolescenti a cena

Quanti di noi hanno figli adolescenti? Tanti, tantissimi. Quindi, forse, se da mamma scriverò questo piccolo post di sfogo, potrò avere la comprensione di qualcuno. Ma partiamo dal principio.

Qualche sera fa era il mio anniversario di matrimonio e per l’occasione, mio marito, aveva deciso di portarmi fuori a cena. Io non so se una tegola lo avesse preso in testa o se si sentisse ancora in colpa per avermi ucciso il ficus per la sua smania di potare le piante, ma ne sono rimasta molto stupita. Siamo andati a cena in un ristorante molto rinomato, di quelli che chiedono la giacca e la cravatta agli uomini, con violinista e mazzo di rose rosse in mezzo al tavolo, con immancabile dedica al nostro amore. E’ stato meraviglioso!

Poi, però, la meraviglia si è interrotta quando siamo tornati a casa. Mio figlio aveva invitato a cena un suo amico, col quale, a detta loro, doveva fare una ricerca: la scusa più vecchia dell’universo per trovarsi tra amici, non fare nulla e fingere di studiare. Poco male, mio figlio va bene a scuola ed è molto disciplinato, per cui, se una volta ogni tanto passa il tempo a divertirsi con gli amici, non c’è problema…però.

Torno a casa e sento odore di bruciato, come se qualcuno avesse lasciato una pizza per 3 o 4 ore nel forno e la pizza fosse diventata nera. Li trovo sul divano a guardare un episodio di una serie TV, chiedo spiegazioni e mi indicano la cucina, completamente presi dalla puntata finale della seconda stagione di nonsocosa.

Il mio povero tostapane piastra giallo zabaione giaceva lì, inerme e innocuo, con una fontana di formaggio fuso e bruciacchiato sopra. La loro spiegazione? Volevano provare a cuocere un pezzo di formaggio perché in America lo fanno e sembra buono.

O mio dio, sto invecchiando!

Prima o poi doveva capitare, ne ero al corrente: ieri mi ha chiamato un mio amico delle superiori che non sentivo da qualche tempo, con la voce emozionata di chi ha una grande notizia da darti. “La mia compagna ed io aspettiamo un bambino! Facciamo un baby shower e vorrei che tu ci sia!”.

Che cosa?! Un bambino?! Mi è caduto il mondo addosso: io sto invecchiando, ho quasi trent’anni e penso ancora solo ai videogames, alla birra e ai libri fantasy, mentre un mio carissimo amico ha già messo su la sua famiglia. Si sentiva dalla voce emozionata che ormai la sua realizzazione poteva dirsi sul punto del completamento.

Io, facendo due rapidi calcoli, dovrei darmi una mossa, forse? Non lo so, quella telefonata mi ha destabilizzato. Ho subito chiamato la mia ragazza iniziando con lei la conversazione con un dobbiamo fare un figlio, sono vecchio. Pensava, ovviamente, che avessi bevuto o che avessi preso un colpo alla testa, così dopo essermi calmato un po’ mi sono spiegato meglio e le ho raccontato tutto quanto.

“Allora devi pensare a un regalo, fatti dire se ha fatto una lista da qualche parte per potergli regalare qualcosa!”. Regalo? Lista? E cosa si regala a una coppia che sta per avere un figlio? Panico. Ho dunque contattato il mio amico che mi ha confermato la lista per il baby shower fatta in un negozio; ho telefonato al negozio – un negozio per bambini, ndr – con un po’ di impaccio evidente e ho chiesto cosa dovessi fare per scegliere il mio regalo. La signorina mi ha detto di andare lì la mattinata successiva e scegliere qualcosa.

Sono andato, così, e mi sono trovato tra sonaglini, tutine e ciucci. Mi ha fatto vedere la lista e le ho chiesto se potesse consigliarmi qualcosa lei, essendo io totalmente ignorante in materia. “Guardi, se vuole fare un regalo indispensabile le consigliamo di scegliere il passeggino leggero, saranno davvero molto felici”. Ok, vada per il passeggino leggero, dunque.

Adesso ho un baby shower in agenda, un passeggino da regalare a un amico che sta per avere un figlio e la consapevolezza di essere, ormai, sull’orlo degli enta con ancora i videogames e la birra come fonti d’ispirazione e gioia. O-mio-Dio.

Il compleanno di mamma

E’ il compleanno di mia madre, che coincide con l’anniversario di matrimonio con mio padre, e vorrei fare un regalo sia a lei che a lui. Il problema è che cosa prendergli, dato che non mi hanno detto se gli manca qualcosa e anzi, quando ho fatto pressione per avere una risposta su cosa vorrebbero, mi hanno risposto in coro “Non spendere soldi per noi, mettili da parte!”.

Non capisco perché tutte le volte mi dicono così, ma sono i miei a essere strani o tutti i genitori dicono cose di questo tipo?! Comunque, tornando sul punto della questione, non so cosa prendergli.

Vorrei regalargli un forno a microonde, dato che non ce l’hanno, ed è proprio questo il problema. Non ce l’hanno perché pensano che faccia male e che sia dannoso per la salute, dato che cuocere cibo in così poco “Non è normale”. Non so più come spiegarglielo che chi ha inventato il forno a microonde dovrebbe essere beatificato e che dovrebbero preoccuparsi più per le onde emesse dallo smartphone, che dal forno a microonde. Però, siccome la pensano così, non vorrei comprargli qualcosa che poi non utilizzerebbero mai.

Un’altra opzione che mi era venuta in mente era regalargli un viaggio, ma non so dove spedirli. A mia madre piace il mare, a mio padre la montagna, lei ama il caldo, lui d’estate si trasforma e adotta un viso crucciato e arrabbiato perché ha il mal di vivere. Avevo pensato a una crociera, ma non penso che mio padre sarebbe molto felice.

Poi avevo visto su Amazon un po’ di cosine, in particolare un materasso memory foam che, per adesso, mi sembra l’idea migliore. A mia madre piace il mare e a mio padre piace la montagna, entrambi odiano il microonde, ma entrambi si lamentano, al contempo, del mal di schiena. Quindi, se gli regalassi un prodotto di questo tipo, forse smetterebbero di avere dolori, la mia domanda retorica finale è: come faccio a prendere le misure senza che si accorgano di niente?!

Il disordine di mia sorella mi manda ai matti

Ma solo io la sorella disordinata?
Eppure le donne, almeno nella tenuta delle stanze e dei loro armadi personali, dovrebbero avere più ordine e disciplina degli uomini. Ma probabilmente è solo un falso storico, una leggenda. Sì, è sicuramente così, altrimenti non si spiega. O forse mia sorella è un caso a parte, l’eccezione che conferma la regola. Io questo non lo so. La sola cosa che so per certo è che lascia in giro ed in posti più improponibili svariate cose, anche cose che non ti aspetteresti mai di trovare in determinati posti.
Per esempio la piastra a vapore per i capelli, appoggiata – o buttata, a questo punto non lo so – per terra, neanche in un angolo, ma in mezzo alla mia camera.
Siccome era sera e c’era una penombra scura, ma attraverso la quale, aiutato anche dalla memoria di una vita vissuta dentro l’abitazione di famiglia e dalla luce della cucina che entrava fiocamente nella stanza, riuscivo comunque a vedere; mi stavo muovendo nella stanza nella semioscurità convinto non ci fossero ostacoli, dato che non ci sono quasi mai. Mi stavo dirigendo dalla porta opposta dove era leggermente più scuro, verso l’armadio, per prendere una camicia quando d’improvviso inciampo su qualcosa e momenti mi ammazzo.
Imprecando torno sui miei passi ed accendo la luce. Era quella maledetta cosa per capelli che mia sorella usa sempre.
La chiamo urlando e lei trova questo arnese sottosopra. Inizia ad urlare per il timore che gliel’avessi rotta. Io urlo sopra a lei rimproverandole il fatto che non può lasciare tutto in giro così e che non si dovrebbe lamentare se poi le cose si rompono.
Insomma, un casino di urla.
Poi, di punto in bianco, arriva la mamma che strilla forte sovrastando le nostre urla.

Poi finalmente riesco a capire il perché di quell’attrezzo per terra. Mia sorella aveva occupato con i suoi strumenti da estetista, per le mani, per le unghie e che so io, tutte le prese e non aveva posto per caricare quella roba per acconciarsi i capelli. Quindi ha pensato bene di metterla a caricare in camera mia senza dirmi nulla.
Sono rimasto senza parole.

Per fortuna che poi quell’attrezzo malefico funzionava ancora. Ho visto che i capelli se li è lisciati tutti per bene.

In quanto a me alla fine ho rischiato pure di avere torto. Non posso essere libero nemmeno di girare per la mia stanza della penombra. Le luci le hanno inventate appositamente, certo, ma a volte rimango allibito da certe pretese.

La cena per il mio compleanno

Ieri è stato il mio compleanno e con gli amici abbiamo organizzato una cena nel casale di un mio amico.
Io ovviamente ho portato da bere, essendo il festeggiato.

I miei amici hanno pensato al resto. Tutto ciò che occorreva per organizzare ed organizzarmi una bella cena per una bella serata.
Mi hanno proprio proibito di intromettermi.

Quindi, dopo aver ricevuto auguri su auguri durante l’intero arco della giornata e dopo esser stato a pranzo con la mia famiglia, è arrivata l’ora della cena con gli amici.

Mi sono presentato verso le 19,30, come mi avevano detto.
Abbiamo subito brindando col prosecco. Avevo comprato la bottiglia la mattina stessa ed era rimasta in frigo fino a quel momento, dove l’avevo messa appena giunto a casa.
Il prosecco era fresco al punto giusto e molto buona. Per fortuna non ho sbagliato il colpo. Ho sperato che anche il vino rosso che ho comprato, su precise indicazioni dei miei amici, fosse altrettanto buono. Ed in effetti lo era. Scoglio superato.
Appena mi hanno detto di comprare il vino rosso, ho subito capito che a cena, almeno per secondo, ci sarebbe stata la carne.

Quando sono arrivato c’erano già i piatti pronti con gli antipasti. Salumi, olive e formaggio. Il pane già tagliato era pronto per essere scaldato sul fuoco del barbecue dove sarebbe stata cotta la carne.

Il pane l’aveva fatto un mio amico con la macchina del pane apposita. Molto buono. Esperimento riuscito visto che ci ha detto che era tipo la seconda o terza volta che lo faceva ed era da un po’ che doveva cimentarsi a farlo di nuovo.

Poi pian piano sono arrivati tutti gli amici che avevo invitato e abbiamo iniziato la cena.
Dopo gli antipasti è arrivata la lasagna. Anzi, la prima lasagna dato che ce n’erano due.
Una rossa, col ragù. L’abbiamo divorata.
La seconda era bianca con fiori di zucca macinati, salsiccia e qualche altra cosa che non saprei dire.
Era ancora più buono.
Divorato anche quello.
Per secondo salsicce, bistecche di maiale e pancetta. Tutto cotto pian piano sul barbecue. Tutto cotto molto bene. Tutto squisitamente ottimo.

Avevamo tutti la pancia piena, ma non potevamo arrenderci.
Mancava ancora il pezzo forte. Il dolce.

Durante la cena il buon vino rosso scorreva a fiumi, ma con tutto quello che ci siamo mangiati era difficile ubriacarsi.
Infatti nessuno si è ubriacato fino a sentirsi. Al massimo si era un poco brilli; innocentemente brilli.

Poi è arrivata la torta, accompagnata da altro prosecco.

La torta avanzata l’ho portata a casa per farla mangiare anche ai miei.

Insomma, proprio una bella serata. Proprio una cena buona. Proprio un bellissimo compleanno.

Domani è il compleanno di mia madre. Che le compro?

Domani è un giorno speciale. Domani è il compleanno di mia madre. Certo, sarà un giorno come un altro, ma con un sapore un po’ speciale. Ma come ogni giorno mia madre dovrà prendersi cura di tutta la casa e di tutti i panni sporchi da lavare e da stirare.
Questa grossa mole di lavoro di sicuro alla mamma non pesa, o perlomeno le pesa, ma senza drammi.
Questa mole di lavoro fatta con dedizione e pazienza va sicuramente premiata. So che mia madre, tra tutte le cose che fa, quella che odia più di tutti è stirare tutti quei panni ammassati nel cesto per essere prima lavati, poi stesi ad asciugare ed infine stirati, appunto. Ed ogni giorno sembrano sempre di più.
Per questo ho deciso di regalarle un ferro da stiro particolare che le possa un po’ addolcire e magari velocizzare la stiratura dei panni.
Le regalerò dunque un ferro da stiro. Ma non un ferro da stiro normale. Per il suo compleanno le porterò un ferro da stiro a caldaia, cioè quello con la caldaia separata.

In questo tipo di ferro da stiro, il serbatoio dell’acqua è separato dal resto del ferro. Solitamente c’è una grossa base che fa da supporto alla piastra per stirare. I due elementi sono congiunti da un cavo nella parte posteriore di entrambi. Nonostante ci sia un prezzo elevato da pagare per questo tipo di strumento, rispetto ad un ferro da stiro tradizionale, è innegabile che il ferro da stiro a caldaia comporta indubbi vantaggi sul lavoro domestico della stiratura. Magari questo tipo di ferro da stiro pesa un po’ di più rispetto ad altri e risulta essere un poco più ingombrante.
Ma il guadagno in questo caso non si misura in denaro, ma in tempo. E se il tempo è denaro, allora magari spendere più soldi per un ferro da stiro a caldaia, ci fa guadagnare tempo durante l’operazione della stiratura e il tempo in più che avanza lo si può impiegare in altre attività, magari remunerative.
Il ferro da stiro a caldaia ha un serbatoio in cui può essere messo fino ad un litro di acqua. Ciò consente di avere due ore di autonomia dello strumento per la stiratura. Inoltre, alcuni modelli possono essere riforniti di acqua senza interrompere il lavoro. In questo caso si mantiene alta e costante la temperatura dell’acqua e ciò porta ad avere un risultato migliore.
Inoltre, col ferro da stiro a caldaia si raddoppia la velocità di stiratura e il risultato visibile sui panni stirati è ottimo.

Tra i tanti strumenti in commercio, per alleviare le sofferenze della stiratura è sempre buona cosa scegliere un ferro da stiro professionale.
Un prodotto di qualità fa risparmiare, come detto, tempo, energia e fatica.
Un buon ferro da stiro, per essere tale, deve scorrere senza difficoltà sull’indumento, rendendolo perfetto – o molto vicino alla perfezione – già dalla prima passata.
Il ferro da stiro a caldaia è molto efficace se si vuole avere tutto questo.

L’avvitatore a batteria, uno strumento semplice anche per noi donne

Quando mio marito decise di comprare un avvitatore a batteria non capivo quale utilità potesse avere. Insomma, era un lavoro facile da fare con un cacciavite, perché spendere dei soldi per fare la stessa cosa quando con un paio di euro dal ferramenta avrebbero risolto il problema?

E invece ho dovuto ricredermi! Mio marito è partito per lavoro ed è stato fuori per circa un mese e mezzo, la casa e la sua manutenzione spettava solo ed esclusivamente a me. Ho due gatti abbastanza “rotondi” e viziati, se così vogliamo dire, che tendono a dormire sulle mensole della camera di mia figlia, specialmente quando fa molto caldo.

Un pomeriggio, mentre stavo facendo il bucato, ho sentito uno strano frastuono legnoso provenire dalla stanza di mia figlia che era a danza, quindi, un po’ preoccupata, mi sono fiondata nella camera e ho trovato la mensola per terra. I gatti, ovviamente, hanno fatto finta di niente, appena sono entrata sono scappati tutti e due correndo a più non posso verso il piano di sotto!

Per fortuna non si era rotto nulla, ma a forza di stare sulla mensola e a forza di giocare tra di loro sono riusciti a svitare l’unica vite che la teneva su – è una mensola basculante. Non sapevo cosa fare, ho chiamato mio marito dall’altra parte del mondo chiedendogli come mi sarei dovuta comportare.

Sorridendo mi ha ricordato di quell’avvitatore che tanto avevo reputato inutile, era nel ripostiglio, mi ha spiegato come usarlo e mi ha consigliato di provarci dato che era una cosa facile facile da sistemare. Mi sono sentita un po’ in colpa per aver pensato che l’avvitatore a batteria fosse un acquisto superfluo e non necessario! Se avessi dovuto scegliere il cacciavite giusto per quella vite lì, probabilmente avrei atteso il rientro del marito per fargli sistemare quella mensola.

E invece, con l’avvitatore a batteria, ho fatto in due secondi, la mensola era di nuovo perfettamente al suo posto, salda e fissata. Ho dovuto ricredermi e devo ammetterlo: l’avvitatore a batteria è uno strumento semplice da usare anche per noi donne, molto comodo da tenere in casa e soprattutto è un acquisto che consiglio di fare a tutti!

Un aspirapolvere robot per amico

Il robot aspirapolvere non credevo potesse essere così utile. Me lo hanno regalato le mie figlie per Natale e devo dire che inizialmente ero molto scettica a riguardo. Sono sempre stata dell’idea che le pulizie di casa vanno fatte in prima persona, curando ogni superficie con le giuste attenzioni che merita.

Tuttavia l’idea di non dover stare china a spazzare in fretta e furia durante la pausa pranzo, lavorando sia io che mio marito, mi ha stuzzicata moltissimo e ho deciso di usarlo – anche se, devo dire, l’ho lasciato nella sua scatola per qualche tempo prima di decidermi a farlo. 😉

E’ un robot del marchio Roomba, pensato per chi ha animali in casa, con un gatto e un cane le mie figlie hanno (giustamente) pensato che fosse l’opzione migliore. Quando ho deciso di iniziare a studiarmi le sue funzionalità, complice anche mio marito che mi spronava perché stanco di vedermi fare mille corse per poter pulire, mi sono incuriosita ancora di più.

Il fatto che potessi programmarlo a un orario stabilito inizialmente mi spaventava, sapere che mentre io ero fuori casa un “aggeggio” tecnologico la stava pulendo senza che nessuno lo controllasse un po’ mi inquietava, devo ammetterlo. Mi sono letta le istruzioni e ho fatto qualche ricerca in internet, scoprendo che in effetti non c’era assolutamente da preoccuparsi, questi robottini sono molto intelligenti e non distruggono mobili o oggetti perché riescono a evitarli.

Così ho vinto le mie iniziali paure e ho deciso di iniziare a utilizzarlo: il primo giorno l’ho programmato perché partisse verso le 11 del mattino, in modo da tornare a casa verso l’ora di pranzo e vedere cosa aveva combinato. Ho aperto la porta di casa e l’ho trovato nella sua base a ricaricarsi, guardandomi in giro non c’era nulla di rotto o di strano, e già questo mi aveva rincuorata a sufficienza!

Controllando attentamente i pavimenti delle stanze dove lo avevo fatto concentrare, ovvero cucina e salotto, ho potuto vedere come effettivamente fossero pulite e splendenti, non c’era neppure un pelo dei miei animali a terra, né una briciola. Confrontando le stanze dove era passato il mio Roomba con le altre, la differenza si notava moltissimo, aveva pulito anche a filo parete dove con la scopa difficilmente riesco ad arrivare di solito soprattutto a causa del mio poco tempo.

Da allora ho iniziato a usare il mio aspirapolvere robot tutti i giorni, programmandolo a seconda dei miei turni di lavoro e di quelli di mio marito in modo da non farlo mai essere in funzione con noi presenti. Devo dire che la mia casa non è mai stata così splendida splendente, così pulita e così curata nei minimi dettagli, purtroppo stando fuori tutto il giorno per lavoro non avevo mai potuto dedicare tutta l’attenzione che avrei voluto alle pulizie dei miei pavimenti.

A tutte le donne che come me non sanno come fare per pulire, stando tutto il giorno fuori casa, vorrei dire che mai mi sarei aspettata che potesse essere così indispensabile un robot aspirapolvere!

Ecco come ho organizzato il fasciatoio

Il fasciatoio per il mio bambino l’ho comprato prima di partorire, quando ho iniziato a pensare all’organizzazione della mia casa in vista di un bebè in arrivo. Per prima cosa ho scelto il fasciatoio che mi sembrava più consono ai miei spazi e alle mie esigenze, decidendo di optare per un modello a mobiletto con dei cassetti nei quali inserire tutto il necessario.

Una domanda cruciale è stata E dove lo metto? considerato che per i primi tempi il bambino avrebbe dormito in camera nostra. Avevo, quindi, a disposizione tutta la sua stanza per mettere il fasciatoio, ma mi è sembrato molto più comodo posizionarlo in bagno.

In bagno, infatti, lavare il bambino non sarebbe stato un problema, non avrei dovuto rischiare di fargli prendere freddo spostandolo da una stanza a un’altra.

Adesso il mio bambino ha quasi due anni e non è cambiato molto nell’organizzazione del fasciatoio, continuo a tenerlo nel mio bagno anche se lui dorme nella sua cameretta e non più con noi.

Ha in tutto quattro cassetti molto ampi, nel primo ho posizionato le cose che servono per la cura dell’igiene ovvero pannolini, la crema contro l’arrossamento, il borotalco e lo spray per il nasino.

Nel secondo cassetto del fasciatoio ho messo le cose dedicate al vestiario, quindi i body, i calzini, i suoi pigiami, le maglie, i pantaloncini e le mutandine. Nel terzo ho trovato molto comodo posizionare i vestiti che il mio bambino indossa quotidianamente, mentre nel quarto ho messo tutti i suoi asciugamani che sono così a portata di mano. I suoi vestitini per le occasioni speciali li ho riposti nell’armadio della sua cameretta, dato che li indossa il sabato e la domenica e per le feste.

Il fasciatoio che io e mio marito abbiamo acquistato per il nostro bambino è dotato, ai lati, di due comode vaschette per posizionarci le cose che utilizziamo maggiormente. In una ho messo le salviettine umidificate generiche e quelle intime, nell’altra ho messo qualche pannolino di emergenza e che sta sempre a portata di mano.

Oltre al fasciatoio – che ha anche la vaschetta per fargli il bagnetto – abbiamo deciso di posizionare degli appendiabiti che utilizziamo per appoggiare i vestiti già usati, l’accappatoio e il pigiamino da cambiare o da rimettere.

Ho impiegato un po’ di tempo prima di raggiungere la pace dei sensi del fasciatoio, che ora trovo sia organizzato alla perfezione per i ritmi del mio bambino e per le mie necessità, sono contenta di aver scelto un modello con i cassetti perché è davvero il massimo della comodità.

Soprattutto, poi, quando il mio bambino sarà grande abbastanza e non avrà più bisogno del fasciatoio per bagnetto e cambio, potrò semplicemente rimuovere la parte superiore per avere a disposizione un bel mobiletto con quattro cassetti da utilizzare per organizzare al meglio tutte le cose del bagno.